Argentina, si sveglia il movimento studentesco: protesta e scontri con la polizia <b>VIDEO e FOTO</b>

Nel tentativo di impedire l’elezione del rettore, la Fuba ha mostrato una presenza numerica in piazza che non faceva vedere da tempo. C’è speranza per le avanguardie argentine? Circondati dagli attivissimi Cile e Brasile, nonché sommersi nel primo grande successo della sinistra di base, questo è il primo passo della loro prova del fuoco

Fuba presente: gli incidentei di ieri a Buenos Aires (foto: Filippo Fiorini / Pangea News)

Fuba presente: gli incidentei di ieri a Buenos Aires (foto: Filippo Fiorini / Pangea News)

Nell’anno in cui la sinistra argentina ha ottenuto un risultato storico alle legislative, mandando i suoi primi 3 deputati al congresso, i movimenti studenteschi che l’hanno sorretta durante tutta la campagna si sono dati appuntamento fuori da quello stesso parlamento in cui ora hanno voce in capitolo. Il rettorato dell’Università di Buenos Aires (UBA) ha infatti scelto questa sede per garantire la sicurezza ai propri vertici, dopo che nell’anno 2006 i dirigenti di facoltà erano riusciti a bloccare il voto, irrompendo durante lo spoglio.

 

Dopo una notte d’accampamento e concerti e una mattinata a sassate e lacrimogeni, la FUBA, la principale sigla del movimento, incassa la sconfitta in battaglia, ma almeno il certificato di presenza che voleva dare, in un Paese in cui la sinistra radicale ha ottenuto un importante riconoscimento dalla cittadinanza e in un sub-continente, il Cono Sur, in cui i movimenti sociali in generale e studenteschi in particolare stanno portando avanti storiche battaglie, con grandiosi risultati.

 

 

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