Argentina, 11enne stuprata: cesareo inevitabile

La bambina di 11 anni rimasta incinta nove mesi fa in seguito a una violenza sessuale e obbligata a proseguire la gravidanza ha dato alla luce una bambina, e sta bene. O meglio, ha dovuto subire un taglio cesareo, visto il livello ancora poco sviluppato del suo fisico che aveva fatto sorgere diversi dubbi sulla possibilità che potesse sopportare un parto.

Originaria dell’entroterra argentino, la piccola era stata stuprata da un amico di famiglia quasi maggiorenne, e i genitori avevano in un primo tempo fatto richiesta al giudice per ottenere il permesso di interrompere la gravidanza. Poi però la domanda venne ritirata, secondo diverse organizzazioni e movimenti per i diritti umani a causa delle pressioni religiose e sociali arrivate dalla comunità rurale nella quale vive la famiglia.

In Argentina l’aborto è illegale a meno che non ci sia un grave pericolo per la vita della madre o la gravidanza sia frutto di una violenza sessuale. Fino a poco tempo fa, serviva l’autorizzazione del giudice per entrambi i casi, ma grazie a una sentenza della Corte Suprema emessa pochi mesi fa, almeno per la violenza sessuale le donne non dovranno più passare attraverso il giudice e basterà una dichiarazione direttamente al medico.

Il Congresso ha in esame da tempo due progetti di legge sulla regolamentazione della pratica, un tema spinoso nella società argentina come in tante altre, ma per ora dal governo tutto tace. E, sebbene negli ultimi mesi siano state approvate diverse leggi su argomenti piuttosto importanti, quella sull’aborto sembra continui a essere (volutamente o no) lasciata da parte, aiutando in questo modo il mercato degli aborti clandestini praticati spesso proprio da quei medici che si dicono contrari, almeno fino a quando non si abbiano in mano 4mila pesos.

 

 

 

 

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