mercoledì 26 apr 2017

Argentina, a spasso con l’orco: un criminale della dittatura rompe gli arresti domiciliari VIDEO

L’ex medico militare Jorge Magnacco, condannato per il sequestro di tre neonati figli di desaparecidos ed imputato nella megacausa Esma III, è stato filmato ieri mentre camminava per Buenos Aires: si era appena avvalso della facoltà di non rispondere davanti al giudice, negando per l’ennesima volta le sperenza di migliaia di famiglie di ritrovare i bambini rubati dalla dittatura

A Spasso: Magnacco passeggia per Buenos Aires (foto: Hijos)

A Spasso: Magnacco passeggia per Buenos Aires (foto: Hijos)

Buenos Aires – Giacca, cravatta, barba bianca e la moglie a braccetto: così Jorge Magnacco, l’ostetrico dell’Ospedale Militare di Buenos Aires, condannato per il sequestro di 3 neonati figli di desaparecidos e dati illegalmente in adozione nell’Argentina degli anni Settanta, è stato filmato ieri per le strade della capitale. Un signore distinto e qualunque, nell’elegante quartiere di Barrio Norte, che passeggia per i marciapiedi assolati e quasi parigini di questa parte di città, e poi entra in un centro commerciale, dà un’occhiata alle vetrine e compra un pò di pane all’alimentari dell’angolo. Nonostante l’aspetto innocuo, si tratta però di un uomo che potrebbe uscire di casa, dove è costretto dagli arresti domiciliari, solamente per comparire in tribunale nel processo Esma III, che lo sta giudicando per i crimini che ha commesso insieme a molte altre persone, nel centro di tortura clandestino che esisteva nella Scuola di Meccanica della Marina (Esma).

A scoprirlo è stata l’associazione H.I.J.O.S., un acronimo che significa “figli” e che compone il nome di Figli e Figlie per l’Identità e la Giustizia e contro l’Oblio e il Silenzio, un gruppo nato dalle Nonne di Plaza de Mayo che promuove la messa a giudizio delle persone che tra il ’76 ed l’83 si sono compromesse con i crimini di quella che oggi si chiama Dittatura Civico-Militar, proprio perchè al fianco dei militari golpisti come Magnacco, c’erano anche figure che hanno partecipato attivamente alla repressione violenta del dissenso pur vestendo abiti civili.

«Quando Maria del Carmen Moyano ha sentito le prime doglie – ha raccontato in uno dei precedenti capitoli del processo Esma, la signora Solarz de Osatinsky, una donna che fu incarcerata nella scuola – fu portata nei sotterranei, dove funzionavano le sale tortura e l’infermeria. Lì sotto fu ricevuta dal dottor Magnacco e dal dottor Martinez. Visti i forti dolori che sentiva, fu esaudito il suo desiderio di avere accanto un’amica. Mi mandarono a chiamare. Dopo qualche minuto chiesi che mi fossero tolte le manette e le catene, perchè faticavo a muovermi e quando lo facevo, producevo un rumore che a Maria dava molto fastidio, ma mi dissero di no».

In quell’ambiente infernale, Maria partorì una bambina tra le braccia di Magnacco, e poi fu trasferita in una cella che doveva dividere con un’altra detenuta: Ana de Castro. 6 giorni dopo, anche questa donna partorì un figlio, si trattava di un maschio con cui condivise solamente due giorni poi, fu separata dal bambino così come accadde a Maria del Carmen. Ana de Castro non seppe mai più nulla del suo bambino, mentre nel caso di Maria del Carmen, non solo perse la figlia, ma perse anche la vita e il diritto alla memoria, perchè il suo nome compare nella lista dei 30 mila desaparecidos che produsse il governo golpista.

«Non possiamo camminare per strada ed incontrare personaggi del genere», dice il comunicato che H.I.J.O.S. ha depositato ieri in tribnuale, dopo aver incontrato l’ostetra della Esma a spasso per il centro. «Magnacco è uno di quelli che sanno dove si trovano i figli dei desaparecidos, ma resta fedele al patto d’omertà che ha stretto con i suoi complici» in questo genocidio di Stato. Ora, è stata chiesta la revoca dei 15 anni di arresti domiciliari, una condanna in parte dovuta all’età (71 anni), ma già considerata troppo benevola dalle associazioni che si dedicano a ricostruire i crimini della dittatura. Intanto, mentre il tribunale prenderà questa decisione, Magnacco continua a godere del privilegio che ha negato a migliaia di persone: quello di stare con sua famiglia.

ERRATA CORRIGE: NELLA PRIMA EDIZIONE DI QUESTO ARTICOLO ABBIAMO SCRITTO PER ERRORE CHE MAGNACCO ERA STATO FILMATO IN COMPAGNIA DELLA FIGLIA. UN LETTORE CI HA PERÒ GENTILMENTE SEGNALATO CHE SI TRATTAVA INVECE DELLA MOGLIE, LO RINGRAZIAMO E CI SCUSIAMO PER LA SVISTA.

 

2 Commenti

  1. Juan Carlos scrive:

    Quella che accompagna a Magnacco non è la figlia. E sua moglie

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