A fior di pelle: quando il tatuaggio trasforma le cicatrici delle donne

Flavia Carvalho è una tatuatrice brasiliana che ha avuto un’idea quando una cliente le chiesto di disegnare sulla cicatrice di una coltellata. Ne è nato un progetto che offre tatuaggi gratuiti a tutte le donne che hanno una cicatrice, frutto della violenza machista o del tumore al seno. Non si tratta di dimenticare, ma di prendersi una rivincita contro la prepotenza e superare il trauma

 

Colori sulle cicatrici: A fior di pelle copre la violenza di genere, un flagello in America Latina e nel mondo (foto: Pangea News)

Colori sulle cicatrici: A fior di pelle copre la violenza di genere, un flagello in America Latina e nel mondo (foto: Pangea News)

Quando due anni fa quella donna entrò nel suo studio di tatuaggi a Curitiba, Flavia Carvalho non immaginava che il suo lavoro stesse per diventare celebre in tutto il mondo. Silenziosa, un po’ timida, ma decisa a tatuarsi, la ragazza le raccontò che qualche mese prima era uscita a bere una birra con le amiche. Una volta al bar, aveva commesso l’imprudenza di dire di no a un uomo che l’aveva approcciata in tono ammiccante, trovandoselo poi all’uscita a fine serata, arrabbiato e con un coltello in mano. «Mi ha pugnalata qui», disse mostrando la cicatrice che voleva coprire con un disegno. Finito il lavoro, Flavia rimase colpita dalla soddisfazione di averla aiutata a prendersi una piccola rivincita, non si fece pagare e iniziò a pensare a quello che oggi è diventato il progetto “A Fior di Pelle”, un’iniziativa con cui offre tatuaggi gratuiti a tutte le donne che vogliono coprire le loro cicatrici, sia come risultato della violenza di genere, che del tumore al seno.

Flavia porta avanti il suo progetto in solitaria, dato che per ora non si sono aggiunti altri colleghi, e afferma che lei stessa è rimasta stupita dal potere trasformatore di un semplice tatuaggio. «Seguo molte delle mie clienti su Facebook e posso vedere come smettono di vergognarsi dei loro corpi e cominciano a caricare foto con bei vestiti, si sentono felici, diverse da prima – afferma in un’intervista – ogni tatuaggio agisce come strumento per l’emancipazione e il per il rinforzo dell’autostima».

Flavia riceve clienti brasiliane e straniere. «Il sentimento d’affetto, di fratellanza e cameratismo è più profondo di quello che avrei mai potuto immaginare. Si mettono in contatto da tutto il paese e dal resto del mondo. Vengono allo studio, condividono con me le loro storie di dolore e resistenza e mi mostrano le cicatrici. Si vergognano, piangono, mi abbracciano».

I tempi di recupero delle ragazze, fortunatamente, sono più rapidi di quelli della giustizia. Una storia che ha molto commosso questa tatuatrice, che cominciò a disegnare quasi per caso mentre frequentava la facoltà di Scienze Biologiche, è stata quella di un’adolescente di 17 anni. La giovane aveva avuto una relazione, marcata dalla violenza fisica, con un uomo più grande di lei. Decisa a lasciarlo, si trovò davanti a un mostro che la accoltellò diverse volte, oltre a stuprarla. La ragazza si sta riprendendo, dopo diverse operazioni chirurgiche e altrettante cicatrici. Il suo aggressore invece, fino ad oggi non ha fatto un solo giorno di carcere.

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