Rio+20: il Brasile contro i ricchi sull’ambiente

Alla vigilia del vertice Onu sullo sviluppo sostenibile, il governo Rousseff critica l’Occidente: sull’ambiente «mancano gli impegni concreti». L’appuntamento è vicino, ma le polemiche non si diradano

Alba: Rio+20 vuole ridure le emissioni ma sta avendo un inizio difficile (foto: la rete)

Alba: Rio+20 vuole ridure le emissioni ma sta avendo un inizio difficile (foto: la rete)

A quattro giorni dall’inizio del vertice delle Nazioni Unite di Rio de Janeiro, che dovrà salvare il mondo dall’inquinamento, il paese anfitrione ha spronato i suoi ospiti più illustri a non essere spilorci. La critica è arrivata dal capo della delegazione brasiliana, Luis Alberto Figueiredo, il quale ha protestato per «la mancanza di impegni concreti» da parte dei paesi sviluppati in merito ai soldi che sono disposti a spendere per ridurre la contaminazione.

«Questa mattina (per ieri, domenica 17) abbiamo fatto una tornata di consulenze in merito ai mezzi di finanziamento. Il risultato è stato buono, fermo restando che i paesi donanti mostrano ancora grandi difficoltà nell’impegnarsi su cifre concrete e addirittura anche a confermare gli impegni che hanno già preso precedentemente». In questi termini, Figueiredo ha dato la diagnosi sull’andamento del pre-vertice in corso, a cui partecipano le delegazioni di funzionari di secondo rango.

L’idea era quella di gettare le basi per un documento programmatico su cui iniziare a discutere a Rio tra il 20 e il 22 di questa settimana, tuttavia, anche se il rappresentante di Brasilia si è detto ottimista in merito alle possibilità di successo, resta da vedere quale sarà la valenza della carta, se nessuno dei partecipanti vorrà spendere una mezza parola sui fondi da destinare alla questione.

In merito, l’economista polacco Ignacy Sachs è convinto che tutti questi siano falsi problemi e che manchi la volontà politica: il cosiddetto Rio+20 è un vertice celebrativo dei vent’anni dal Summit della Terra, organizzato nel 1992 dalla stessa Onu, nella stessa città di Rio. Secondo Sach, se già da allora si fosse adottata una serie di proposte di finanziamento, ora non ci sarebbe bisogno di elemosinare fondi o tirare sui prezzi. Riassumendo, si tratta dell’1% del Pil, che ogni anno avrebbero dovuto donare alcuni paesi industrializzati. Della Tobin Tax, che colpisce in forma minima ma sistematica le transazioni finanziarie internazionali. Di una serie di multe sulle emissioni di carbonio e di un pedaggio per i traffici marittimi a lunga distanza.

In un’intervista rilasciata ieri, il tecnico ha detto che con queste fonti, «saremmo arrivati facilmente al 2% del Pil mondiale» e poi è andato oltre il lato strettamente pecuniario, proponendo un nuovo ordinamento internazionale, fondato non più su legami preferenziali nord-sud o sud-sud, ma in base a trattati ed integrazione tra regioni con lo stesso bioma, ossia con porzioni di biosfera simili.

Al margine di tutto questo, il vertice Rio+20 si avvicina avvolto in un manto di polemiche che rendono poco speranzosi i commentatori più vicini al mondo ambientalista. In primo luogo, le proteste dei filo-occidentali, o strettamente filo-israeliani, per la presenza dell’Iran. Il presidente Mahamud Ahmadinejad ha detto di voler partecipare, ma l’industrializzazione forzata del suo paese viene considerata dai suoi critici come altamente tossica per la sua popolazione civile e a riprova di queste argomentazioni si parla di casi gravi di inquinamento di massa si sarebbero ripetuti spiacevolmente negli ultimi anni. Poi, le questioni indigene: molte associazioni per la difesa dei diritti dei popoli originari delle Americhe in particolare e del mondo in generale, protestano per il fatto di non avere alcuno spazio, nonostante le loro genti siano tra le più vulnerabili e tra le meno responsabili dello stato inquinato in cui versa il pianeta.

Mentre attendiamo di conoscere se questo week end si deciderà il destino del nostro scoglio nel cosmo, perlo meno, possiamo già anticpare che in ogni caso ci presenteremo nel migliore dei modi in anteprima intergalattica, visto che la bellissima Miss Universo, l’angolana Leila Lopes, ha confermato senza eccezione la propria partecipazione all’incontro.

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