Inquinamento: marea verde a Buenos Aires

Sono batteri che si riproducono in massa quando si scaricano agenti contaminanti in acqua. Le autorità allertano su questo fenomeno sorprendente: è altamente tossico

Due giorni fa le autorità di amministrazione delle acque territoriali argentine e anche di quelle che più umilmente arrivano nelle case dei cittadini di Buenos Aires attraverso il fido rubinetto, hanno diramato un’allerta per la presenza straordinaria di cianobatteri nel Rio de la Plata, l’immenso estuario che il già di per sè grandissimo fiume Paranà, compie prima di sfociare nell’oceano Atlantico.

Secondo i tecnici di questi istituti, si tratta di microorganismi che proliferano in presenza di agenti contaminanti, che in questo caso sarebbero stati scaricati in quantità consistenti da una non precisata attività industriale sulla riva del fiume. Il prodotto del metabolismo di questi batteri «è da considerarsi altamente tossico, sia per ingestione che per contatto», pertanto la guardia costiera sconsiglia le escursioni in acqua.

In oltre, mette diffida dall’immergersi in quelle che apparentemente potrebbero sembrare innocenti chiazze di vernice verde fluorescente, quando invece, si tratta proprio della marea tossica dei cianobatteri. A 15 ore circa dalla diffusione di questi comunicati d’allerta, e dalla loro ricezione da parte di questa agenzia, ecco come si presetava ieri, il porto turistico di Buenos Aires, città che prima dell’accaduto vantava già il notevole primato di avere come confine sud il quinto fiume più inquinato al mondo, il Riachuelo.

 

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